Natale 2011
Cosa metteremo sotto l’albero?
La “speranza”
affinchè la sete di dominio
che anima i conflitti, gli omicidi e le guerre
si plachi
e ricominci dall’essenzialità
di un bambino in un paese dove non c’è pace
attraversa a piedi nudi
col suo gavettino vuoto
in cerca di cibo e acqua
un confine immaginario fra il suo passato
che non c’è più
e il suo futuro che
non siamo ” Noi “
Nadia Scardeoni.
Buon Natale d’amore da pulvigiu.
Il mio blog ufficiale: http://pulvigiu.myblog.it/
Il mio sito: http://www.pulvigiu.net
Hai mai ascoltato il ticchettio della pioggia?

Hai mai ascoltato il ticchettio della pioggia?
Qualche volta hai seguito il volo di una farfalla?
O osservato il tramontare del sole?
Fermati. Non ballare in fretta.
Il tempo è poco. La musica non durerà a lungo.
Vivi ogni giorno sempre di corsa?
Quando ti domandi chi sei, ascolti la tua risposta?
Quando il giorno finisce e ti sdrai sul tuo letto,
ti assilli con mille pensieri?
Fermati. Non ballare in fretta.
Il tempo è poco. La musica non durerà a lungo.
Le tue giornate passano freneticamente?
Qualche volta hai detto al tuo bambino “lo faremo domani”
e nella tua apatia non hai visto la sua tristezza?
Qualche volta per mancanza di tatto hai lasciato che un
caro amico morisse senza averlo chiamato per dirgli “ciao”?
Fermati. Non ballare in fretta.
Il tempo è poco. La musica non durerà a lungo.
Quando corri troppo in fretta per raggiungere qualsiasi
luogo, ti perdi la metà del divertimento per arrivarci?
Se sei preoccupato, se corri per tutto il giorno, è come
se gettassi la tua vita nel cestino.
La vita non è una corsa,
ma va vissuta e assaporata con calma.
Ascolta la musica prima che la canzone finisca.
E’ l’ultimo desiderio di una bambina,
vittima di una terribile malattia: il CANCRO
Il mio sito: www.pulvigiu.net
Dubbi e giochi di parole.

* Se la cicala cicaleggia perche' il gallo non galleggia?
* Le galline terrorizzate fanno le uova alla choc?
* Le guglie vivono in branco sul Duomo di Milano ?
* Carmen Russo gira sempre in doppio petto ?
* Anche in bagno il caffe' va servito in… tazza ?
* E' progresso se un cannibale usa la forchetta ?
* Vecchioni da ragazzo si chiamava Jovanotti ?
* A Bellaria sono proibiti i fagioli ?
* Ma un donnaiolo incallito dove li ha i calli ?
* Un chirurgo che conta fa bene i calcoli ?
* Il poliziotto che si da' delle arie
diventa un agente atmosferico ?
* Quando una donna aspetta un bambino,
se e' in ritardo se ne puo' andare via ?
* Quando un bancario muore viene seppellito
in una cassa costosa o in una cassa di risparmio ?
* RinTinTin poteva cadere in cataLassie ?
* Se va via la corrente i bambini possono venire lo stesso alla luce ?
* Per diventare necrofili ci vuole inclinazione o bisogna farsi le ossa ?
* Lo strato d'ozono sopra la Svizzera ha tanti piccoli buchi ?
* Quando un pilota d'auto sta bene, si sente in formula ?
* Il compito a casa si da' anche agli studenti sfrattati ?
Da: magnaromagna.it
Il mio nuovo libro

Presentazione
Appesi ad un palloncino
Sono i nostri sogni nel cassetto, chi di noi non ne ha? Sono i desideri, quello che vorremmo cambiare della nostra vita. Sono le idee, che ci danno la forza di continuare, che ci stimolano a lottare contro tutto e tutti per ciò in cui crediamo. Sono i fili a cui ci aggrappiamo giorno dopo giorno, nei momenti di sconforto, quando ci poniamo le domande sbagliate o quando non troviamo le risposte.
Ecco, queste sono le mie poesie, i miei pensieri più intimi e più veri, appesi ad un palloncino, frutto di quei sogni e di quegli stati d'animo che in certi momenti s’impadroniscono di me e mi costringono a scrivere, con passione, con amore, con dolcezza e anche con sofferenza. Appesi ad un palloncino, come su una bacheca di Facebook, dove si può scegliere di condividere le emozioni e di lasciarle andare come fossero legate a palloncini, perché volino in alto, oltre il nostro sguardo, oltre i nostri orizzonti, oltre le nuvole e ancora oltre, dove non osiamo nemmeno immaginare…
“Appesi ad un palloncino” è il modo che ho scelto per esprimermi, affinché le mie parole vadano dirette al cuore di chi le legge. Sono parole fatte di attimi di vita vissuta e raccolte in queste pagine per sussurrarle a voi, amici miei. Ed è a tutti voi che le dedico con tutto l’amore di cui sono capace.
Giuseppe Pulvirenti
alias pulvigiu.
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La voce di un bimbo.
Shhhhhhhh Fermati,
chiudi gli occhi e ascolta
la voce di un bimbo,
cristallina e pura come
l'acqua alla sorgente.
Apri il cuore e senti il suo,
fiducioso in te ed in chi lo circonda,
innamorato della vita,
entusiasta e gioioso.
Allunga una mano e stringi la sua….
Senti il battito, senti l'anima
Che balla al suono della musica del cuore,
luminosa come mille lune e
splendente come il più grande dei soli.
Lasciati trasportare nel turbinio di sentimenti,
condurre nel profondo del tuo essere
bimbo con lui.
Ritrova te stesso, l'essenza primordiale
Di un bambino, del tuo bambino interiore.
Paola Rei.
Quel giorno…

Quando riuscirò ad amarti
senza guardare il colore della tua pelle,
senza indagare sulla tua fede,
senza chiederti se sei ricco o povero,
quel giorno avrò vinto.
Perchè sarò capace di stringerti la mano.
Giovanni Formaggio.
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Allo specchio.

Cosa celano i tuoi occhi dietro
al tuo sguardo così profondo…
forse un mare di sogni
colorato dalle risa dei bambini,
forse una distesa di gioia
profumata da piccole mani che tendono a te,
un deserto arido di pensieri
dove l'uomo perde la semplicità di un sorriso,
ma…. allo specchio
dietro al tuo viso segnato dal tempo,
dietro al grigio dei tuoi capelli,
dietro alla tua mano che dipinge il tuo mondo…
… nulla appare più bello del sorriso di un …Clown…
Scintilla.
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Fotografia.
Sorriso", olio su tela, di Michele Cannavale.
Guardo la tua immagine che
mi sorride un istante di vita
fermata lì nella cornice.
Sei tu con il tuo sorriso,
sei tu con il tuo sguardo sereno
non riesco ad immaginarti
in nessun altro modo
forse perchè tu eri così
… esattamente così…
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Mare d’inverno.

(foto by 3blindmice)
Su una spiaggia mi trovo a rincorrere, capello dopo capello,
i tenui giorni della mia giovinezza oramai perduti, come il mio
capo spoglio tende a riflettere.
Spiaggia e vita si tingono dei freddi colori dell’inverno ed
ogni mio respiro sembra impregnarsi del senso di afflizione che producono.
Ho fatto arido deserto intorno a me di persone e cose,
quando la loro indifferenza è come la sabbia al mio passaggio,… non lascia
più impronta.
Quel grosso ramo incavato, carico di ogni sorta di putrido
intreccio, ha raggiunto il punto in cui il mare, assalto dopo assalto, non lo
potrà più percuotere e, seminfossato nella propria arena, sembra beffeggiarsi
del cereo aspetto del mio volto, mentre gli invidio quel senso di pace a cui è
giunto. Solo il vento, che si insinua tra il suo stridente seccume, lo
tormenta, ma è pure l’unica voce di una sorte poco clemente…, ad saperne dare
testimonianza.
La sabbia fredda, sotto i miei piedi, non concede una
tiepida carezza, i flutti di spuma che li invadono, nel loro ritmico serpeggio,
lasciano solo il ricordo di un calore perduto nel tocco delicato di una donna,
ad interrompere l’umido corso di una lacrima fuggente.
Cammino tra le file ordinate degli sdraio e gli ombrelloni
chiusi, dove sembra ancora di avvertire gli effluvi estivi di un recente
passato di nudità, ed il bollore dell’aria che friggeva sopra i cappellini
colorati dei bimbi festanti.
Malinconicamente, ora penso a tanto silenzio, mentre le mie orecchie si
riempiono del fragore sottile di un mare
insolitamente fiacco.
Un ombrellone, in affannoso equilibrio, ha ancora la forza
di tendere le proprie tele al giorno che volge al termine, dove non è apparso
che un raggio di sole, ma dove più nessuno viene a beneficiare della sua ombra,
oramai ridotta a flebili brandelli.
Tra questi fantasmi io ti cerco…; l’inquietudine mi assale, ma la ricaccio,
immaginando i tuoi occhi d’amore fissarmi, la tua mano scendere ad accarezzare
le asperità del mio mento, le tue labbra dischiudersi elargendo parole da saper
cullare solitudini mai represse; … ma non sento che la pelle contrarsi, non
odo che le roche grida di un gabbiano lontano, e non vedo che un vecchio
tenersi compagnia con monologhi senza senso, ora abbassando lo sguardo, ora
volgendolo distrattamente verso il mare, dal colore del piombo. Poco più
indietro, il suo cane rimprovera, da dei cocci di bottiglia, quell’assurdo suo
senso di appagato sentimento, con dimesso lamento.
Il bagnasciuga levigato cela e rivela, in un alterno d’acqua
e spuma, ogni sorta di conchiglia, come i ricordi dei lungomare al tramonto
color cremisi, in cui Tu, splendida fior di ginestra, mi sorridevi stringendoti
alla mia vita, con i sandali in mano e i capelli sciolti nella brezza.
Lo strazio delle mille impronte sulla sabbia non raggiunta
dal mare, allontana da me la dolce armonia respirata, come aria di salsedine,
un istante prima, ed improvvisamente solo, mi ritrovo a scandagliare ogni
angolo della mente, nel limo del tempo
trascorso, per potermi riappropriare delle forti sensazioni lasciate dai tuoi
avidi baci sapor di vaniglia.
Come preghiere di un rosario, scorrono tra le mani i
fotogrammi della mia vita, e mi domando se tanti momenti di letizia, rimarranno
solo mesti ricordi, o se la passione istillata dalla donna che volgerà lo
sguardo su questo relitto, saprà scardinare le umide stanze del mio cuore,
facendovi entrare un raggio di sole.
Fanelli Vittorio.
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